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Dieta e Rimedi per la Stipsi (Stitichezza) | Fibregold

donna con stipsi

La stipsi – o stitichezza – è un problema sempre più diffuso e a soffrirne sono prevalentemente le donne (rapporto femmine:maschi = 4:1). Lo stile di vita frenetico, la dieta sempre più povera di scorie uniti allo stress sono un mix perfetto per alterare la regolarità intestinale. Quasi sempre queste scorrette abitudini di vita vanno però ad agire su una preesistente predisposizione costituzionale. Ma vediamo cosa si intende davvero con la parola stipsi? Quali sono gli accorgimenti dietetici e le abitudini che possiamo modificare per far migliorare la motilità intestinale e di conseguenza la stitichezza? In questo articolo troverai risposta a questa e ad altre domande sulla stitichezza, cominciamo.

Cosa è la stipsi?

Molte volte la stipsi è una sensazione soggettiva piuttosto che un sintomo vero e proprio, basta infatti una semplice alterazione, anche temporanea, della propria regolarità intestinale perché ci si definisca stitici.
Ed ecco però che la medicina ci viene in soccorso, esistono infatti dei criteri per definire la presenza o meno di stitichezza che sono i seguenti:

  • presenza di feci dure, caprine (a palline), nastriforni
  • difficoltà o sforzo eccessivo nell’evacuazione delle feci
  • sensazione di evacuazione incompleta
  • meno di 2 evacuazioni a settimana
  • necessità di aiuto manuale per l’emissione delle feci.

Perché si parli di stitichezza, ovviamente, non è necessario che questi sintomi siano presenti tutti contemporaneamente e per lunghi periodi; ne bastano infatti 2 per 3 mesi (anche non consecutivi) per affermare che una persona soffre di stipsi.

Le cause responsabili della stipsi sono molteplici, andiamo infatti da semplici cambiamenti nelle abitudini di vita a patologie importanti:

  • patologie intestinali, sia su base infiammatoria (come ad esempio colite, diverticolite, sindrome del colon irritabile) che infettiva
  • patologie a carico del distretto ano-rettale (emorroidi, ragadi, fistole)
  • malattie neuro-muscolari che alterano i movimenti peristaltici
  • farmaci
  • dieta incongrua
  • gravidanza
  • vita eccessivamente sedentaria
  • tumori

Data questa estrema molteplicità di possibili cause scatenanti è necessario, specie in presenza di comparsa improvvisa, rivolgersi al medico che tramite un’accurata raccolta anamnestica accompagnata dalla visita potrà indirizzare il paziente nel modo più appropriato.

Quanto incide l’alimentazione sulla stipsi e la costipazione?

il grano e l'importanza dell'alimentazione contro la stipsi

Come abbiamo visto, tra le cause responsabili dell’insorgenza della stipsi vi è una dieta incongrua cioè un regime alimentare poco adatto alle proprie esigenze personali. La dieta infatti, unita allo stile di vita sano, influenza più di quanto si creda la regolare motilità intestinale.

Ma come dovrebbe essere strutturata la dieta di un soggetto che ha tendenza alla stitichezza? Cosa non dovrebbe mai mancare nel suo piano alimentare e di cosa invece sarebbe meglio fare a meno?

Quello che non dovrebbe mai mancare nella dieta di ognuno di noi per favorire la regolarità intestinale, anche stando agli studi pubblicati sull’American Journal of Clinical Nutrition, sono 30 gr di fibre al giorno assunte secondo lo schema della dieta mediterranea.

 

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Vuoi sapere di più sulle fibre nella dieta mediterranea?
Leggi l’articolo dedicato all’argomento: Le fibre nella dieta mediterranea

 

La funzione principale delle fibre insolubili è quella di attrarre acqua nel lume intestinale rendendo quindi le feci più morbide e favorendo così l’evacuazione. Inoltre la fermentazione delle fibre e dell’amido resistente stimola la proliferazione della flora intestinale fungendo perciò anche da prebiotico. La fonte primaria delle fibre insolubili è rappresentata dai cereali poco raffinati e da alcuni tipi di ortaggi.

Una valida fonte di fibre insolubili e amido resistente è alla base della regolarità intestinale che è il primo fattore che causa la stipsi.
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Oltre alle fibre è necessario porre attenzione anche a:

  • bere molta acqua, almeno due litri al giorno
  • limitare il consumo di zuccheri semplici eccessivamente raffinati
  • non eccedere con il consumo di carne
  • mangiare almeno 5 porzioni al giorno fra frutta e verdura
  • inserire almeno 3 porzioni settimanali di legumi.

Rimedi contro la stitichezza: i lassativi naturali

Quando però gli accorgimenti dietetici non sono sufficienti per modificare la motilità intestinale è opportuno fare ricorso a qualche aiutino, come primo approccio è sempre meglio ricorrere a qualcosa di blando e possibilmente di origine naturale, solo in caso di fallimento è giustificato il ricorso ai farmaci.

Quali sono i migliori lassativi naturali?

  • al primo posto troviamo le fibre, non solo quelle derivanti dalla dieta ma anche quelli assumibili sotto forma di integratori. La differenza tra le fibre assunte direttamente con gli alimenti e quelle derivanti da integratori sta nel fatto che le prime sono insolubili mentre le altre sono solubili. Le fibre solubili più utilizzate sono la gomma di guar, l’agar agar e il glucomannano.
  • olio di mandorle dolci, glicerina: sono lassativi emollienti e lubrificanti; in particolare l’olio di mandorle non altera le funzioni intestinali ma migliora la regolarità purché lo si assuma prima dei pasti.
  • semi di psillio, semi di lino, malva: sono dei lassativi formanti massa (o meccanici), grazie al loro alto quantitativo di mucillagini a contatto con l’acqua si trasformano in una sorta di gel che stimola la peristalsi. Questi lassativi hanno come effetto collaterale abbastanza fastidioso quello di stimolare la formazione di gas intestinali dando la sensazione di “pancia gonfia”.
  • sali di sodio e di magnesio, mannitolo: sono lassativi osmotici cioè non hanno azione diretta sulla mucosa intestinale ma agiscono attirando acqua nel lume.
  • senna, cascara, frangula, rabarbaro e succo d’aloe: sono i cosiddetti lassativi antrachinonici. Questi principi attivi agiscono sulla muscolatura intestinale stimolando la peristalsi, si tratta però di sostanze molto forti, dall’effetto “simil-farmacologico” per cui andrebbero usate per periodi molto brevi (non più di 2 settimane) e intervallando adeguatamente le somministrazioni. L’uso prolungato potrebbe causare irritazione delle mucose intestinali, soprattutto del colon (colite) e diarrea con eccessiva perdita di elettroliti. Pertanto andrebbero assunte dietro consiglio medico e non come automedicazione.

Come dovere di completezza informativa citiamo anche gli oli essenziali di menta, basilico e camomilla che ovviamente non sono dei veri e propri lassativi ma sono comunque utili in caso di stipsi, specie se associata ad uno stato infiammatorio della mucosa intestinale, grazie al loro spiccato potere antinfiammatorio.

 

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Si consiglia di seguire un’alimentazione varia ed equilibrata,
associata ad uno stile di vita sano.

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